Tuesday 19 November 2019
Friday, 18 October 2019 14:27

Monastero di Cairate

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Particolare del chiostro del monastero di Cairate Particolare del chiostro del monastero di Cairate Mario Parietti

Alla scoperta del monastero di Cairate importante scrigno d'arte e di storia in provincia di Varese.

Siamo a Cairate, Comune varesotto a sud del capoluogo di Provincia; parcheggio facile e gratuito di fronte all'ingresso del monastero

Come arrivare: link alla mappa Google

Visita ad un luogo ricco di storia, arte e cultura: il monastero di Santa Maria Assunta a Cairate, aperto al pubblico dopo un lungo lavoro di restauro da parte della provincia di Varese .

Il chiostro del Monastero di Cairate
Il chiostro del Monastero di Cairate

Visitare il monastero di Cairate significa fare un viaggio nella storia immergendosi nelle vicende che hanno interessato un territorio strategico che conserva numerose testimonianze del suo passato. Siamo nel contado del Seprio ed in pochi chilometri possiamo visitare Castelseprio, Castiglione Olona, Gornate Olona ed appunto Cairate. In particolare va ricordato il riconoscimento di Patrimonio dell'Umanità Unesco con la denominazione “Longobardi in Italia: i luoghi del potere (568-774)” del complesso di Castelseprio con la chiesa di Santa Maria foris Portas ed il monastero di Torba di Gornate.

E tradizione vuole che il monastero di Cairate sia stato edificato nel 737 d.C. per volere della nobildonna longobarda Manigunda; gli studiosi ritengono che proprio a Cunegonda appartenga il sarcofago in sasso che è visibile nella sala dell'abside dei Santi.

Di chiara origine Longobarda si può ammirare in una delle sale un bassorilievo in pietra calcarea che raffigura due uccelli alla fonte della vita.

Il bassorilievo di origine longobarda con i due uccelli
Il bassorilievo di origine longobarda con i due uccelli

Addentrandosi nelle numerose sale che si sviluppano intorno al chiostro, sia al piano terra che al primo piano, si ha modo di apprezzare i vari momenti dell'articolata storia del monastero di Cairate sorto appunto in epoca longobarda su preesistenti vestigia romane in particolar modo si ritiene esistesse una grande fattoria: un paio di plastici mostrano in maniera dettagliata le varie fasi di edificazione, dai primordi alla prima edificazione del chiostro (risalente al XV secolo) ed alla sua soprelevazione del XVIII secolo. Nel complesso si possono visitare le due chiese, separate da una parete: una riservata alle monache di clausura l'altra ai normali fedeli. Nella prima vi è un grande affresco attribuito ad Aurelio Luini, figlio del celebre Bernardino, con nella sala a fianco l'abside dei Santi ampiamente rimaneggiato perché molto probabilmente venne realizzato un camino nella sua parte centrale.

Il grande affresco di Aurelio Luini all'interno della chiesa del monastero di Cairate
Il grande affresco di Aurelio Luini all'interno della chiesa del monastero di Cairate

Storicamente il monastero di Cairate rivestì una buona importanza nell'ambito del territorio in cui era inserito (testimoniata anche dai vari lavori d'ampliamento che si sono succeduti nei secoli) fino all'arrivo di Napoleone che lo soppresse alienandone i beni allo stato. Divenuto bene privato fu ampiamente modificato ed utilizzato per scopi assolutamente differenti da quelli per cui era stato edificato subendo numerosi danni e perdite dell'importante patrimonio artistico che lo abbelliva.

La storia più recente è quella dell'acquisizione e del recupero da parte dell'amministrazione Comunale e della provincia di Varese che hanno predisposto i lavori di restauro e la successiva apertura al pubblico. 

Nelle varie sale possiamo ammirare antichi reperti di origine romana ed alcune tombe, alcune vettovaglie e monete appartenute alle monache di clausura, numerosi affreschi tra cui quelli ben conservati della Sala della Musica; di pregio anche l'arco esterno, che rappresentava l'antico ingresso del monastero. 

Tra le curiosità che riguardano il monastero di Cairate vi è anche “La leggenda di Manigunda”; la regina Longobarda fondatrice del monastero nel 737 in seguito ad un voto dopo la guarigione da una malattia dopo aver bevuto dell'acqua alla fonte di Bergoro: qualcuno narra che le mura del monastero sia ancora abitate dal fantasma di Manegunda, apparterrebbe proprio a lei la figura evanescente fotografata da un operaio durante i lavori di ristrutturazione.

ORARI DI VISITA

Dal 1 aprile al 30 settembre
Sabato: 14.00 - 18.00
Domenica e festivi:
Dalle 10.00 alle 12.00 e dalle 14.00 alle 18.00

Dal 1 ottobre al 31 marzo
Sabato, domenica e festivi:
Dalle 14.00 alle 17.00

L'ingresso ai cani non è consentito.

 

 

 

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Articolo scritto da Mario Parietti fotografo professionista di Luino provincia di Varese e responsabile del sito lago Maggiore e Dintorni. Archivio fotografico di migliaia di immagini sul lago Maggiore, provincia di Varese, canton Ticino, provincia di Verbania e provincia di Novara.

 

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