Domenica 17 Dicembre 2017
Mercoledì, 02 Agosto 2017 00:00

Ponte Falmenta - Crealla - Luera

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Crealla valle Cannobina Crealla valle Cannobina Mario Parietti

Breve passeggiata estiva alla scoperta di Crealla e della bellissima valle Cannobina.

Siamo a Ponte Falmenta sulla SP75 che collega Cannobio ed il lago Maggiore con Malesco e la valle Vigezzo; possibilità di parcheggio sulla strada.

Come arrivare a Ponte Falmenta: frazione di Cavaglio Spoccia si raggiunge risalendo la valle Cannobina da Cannobio; l'inizio del sentiero si trova, segnalato sulla provinciale.

Tornando a Crealla: passeggiata estiva in valle Cannobina.

Ero stato a Crealla un paio di volte tra tardo autunno ed inverno, in occasione del giro ad anello Ponte Falmenta Crealla - Falmenta - Ponte Falmenta e dell'inaugurazione della Via dei presepi; come già dicevo nel primo post (a cui rimando per informazioni supplementari sul paese) avevo voglia di presentarla e fotografarla nella sua veste migliore, durante la stagione estiva quando fioriture ed alberi nel pieno del loro rigoglio la vestono di colori ed allegria così è nata quest'escursione, breve, di limitato dislivello e tuttavia di grande bellezza.

Ponte Falmenta ( 433 m s.l.m.) - Crealla (627 m s.l.m.) - Luera (750 m s.l.m.)

Lasciata l'auto lungo la SP 75 nei pressi dei cartelli dei sentieri si scende verso il fiume e lo si attraversa con il ponte in ferro per poi iniziare, dopo l'altro ponticello, questa volta in sasso, la salita nel bosco sulla bella mulattiera lastricata che ricorda un po' quella di Monteviasco (i gradini pare che siano 1500 e Crealla prima della costruzione della strada asfaltata realizzata nel 2005 che parte da Falmenta era anch'essa, come la frazione di Curiglia nell'alto varesotto, borgo non raggiungibile da automobili); più breve ma comunque suggestiva è come l'altra caratterizzata da un paio di cappellette.

In 35, 40 minuti si arriva alle porte di Crealla, che, pur raggiunta nella parte alta dalla strada è caratterizzata da piccole vie non accessibili al traffico motorizzato. Se oggi la passeggiata è breve e gradevole la “rizzada”, via acciottolata con scalini in pietra e terra, è stata per lunghi anni via di comunicazione da cui gli abitanti dovevano passare per trasportare beni di prima necessità ed anche merci pesanti (da Falmenta si poteva utilizzare la teleferica ancora oggi funzionante). Il nastro d'asfalto ha facilitato la vita ai residenti fissi attuali (una quindicina) ma non ha ovviamente contribuito al ripopolamento del paese che negli anni '60 contava una popolazione di 350 persone; nella parte alta la maggior parte delle abitazioni e cascine sono state ristrutturate e vengono utilizzate nel periodo estivo.

Crealla superiore con le baite ristrutturate
Crealla superiore dove la maggior parte delle vecchie abitazioni e cascine sono state ristrutturate

In centro paese, tenendo verso sinistra s'incontrano i cartelli delle escursioni con Luera a 40 minuti.

Accanto alle indicazioni dei sentieri incontro una signora con cui avevo parlato la prima volta che sono salito a Crealla e m'informa che Socraggio, mia meta inizialmente prevista, è difficilmente raggiungibile se non si è del posto visto che il tracciato è mal segnalato. Mi avvio intenzionato comunque a provare ad arrivarci; usciti dal paese si entra nel bosco e dopo una fonte d'acqua si arriva a Davra piccolo nucleo con un oratorio ottocentesco caratterizzato da affreschi di Enrico Ferari (che è cognome tipico del luogo).

Davra,porticato dell'oratorio ottocentesco
Davra,porticato dell'oratorio ottocentesco

Attraversato il portico si perde dislivello per scendere al torrente con il ponte in ferro (tenere a sinistra) che lo supera. Il cammino riprende a salire in un bosco particolarmente fitto e buio con segnalazioni bianche e rosse ai rari bivi, quando la vegetazione diventa più rada si ha modo di ammirare il bel panorama sulla ormai sottostante Crealla , Falmenta e il versante opposto della valle Cannobina. La località Luera si raggiunge in una mezz'ora dal ponticello, è caratterizzata dalla presenza della teleferica e presenta il bivio che porta al monte Zeda (cima della Valgrande a cui ero arrivato con il tradizionale sentiero che parte da Colle). Continuando dritti si dovrebbe prendere per Socraggio (indicata a 50 minuti) così vado avanti seguendo i bolli bianchi e rossi ed il sentiero evidente e pulito; dopo una deviazione errata per una cascina ritrovo un bollo sui muri di una baita, poco a monte di un'altra teleferica e penso di essere sul percorso giusto visto che il tracciato che taglia il bosco è ben chiaro.

Crealla e Falmenta salendo all'alpe Luera
Crealla e Falmenta salendo all'alpe Luera

Giunto ad una cappelletta e successivamente ad un nucleo abbastanza mal messo mi convinco di essere alle porte di Socraggio ma mi sbaglio perchè il sentiero si perde nei prati. Ritorno sui miei passi pensando che evidentemente la signora aveva ragione, non ho troppa voglia di fare altri tentativi, così rientro a Crealla a fare altre fotografie alla parte alta del paese, con l'intenzione di ritornare: magari la prossima volta parto da Socraggio e la salita allo Zeda dall'alpe Luera è sicuramente da provare.

Il rientro, a meno di non voler fare l'anello di cui parlavo all'inizio avviene sul percorso fatto all'andata.

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Informazioni aggiuntive

  • TIPOLOGIA ITINERARIO: Escursione a piedi
  • DURATA ITINERARIO: 3 ore 30 min. Ca. comprese le soste e la visita a Crealla
  • DIFFICOLTA' ITINERARIO: Adatto a tutti
  • VALLE/LUOGO: Valle cannobina
  • LUOGO DI PARTENZA: Ponte Falmenta
  • PARCHEGGIO: Alcuni spiazzi sulla provinciale
  • DISLIVELLO: 400 m Ca.
  • PERIODO CONSIGLIATO: Tutto l'anno
  • TIPO DI SEGNALAZIONE: Buona
  • CANI: Nessun problema segnalato
  • INTERESSE: panoramico culturale naturalistico
Letto 2824 volte Ultima modifica il Martedì, 05 Settembre 2017 14:46

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